Paese di accattoni autorizzati. (Discorso semiserio sui succhia soldi)

Orami è poco più di un annetto che ho un piccolo negozio, ma l’elenco di accattoni autorizzati sembra non finire mai. Le spese sono tante, si sa, ma molte sembrano una vera estorsione. Chi sono questi accattoni con licenza di scroccare? vi chiderete.

Beh certo non mi riferisco a quelliche si trovano per strada sui marciapiedi, ne ai vari venditori di telefonini e tariffe di telefonia superscontatissime, ne di altri operatori per l’energia elettrica, ne quelli per la telefonia fissa. Certo questi sono piuttosto assillanti e levarseli dai piedi non è una cosa facile e spesso si rischia di diventare volgare vista la loro insistenza.

Tuttavia questi li posso considerare solo dei rompiscatole perché in fin dei conti se non accetto non pago (Tralasciando che ora sto smadonnando per un contratto con Tele2 ed invece di non pagare il canone, ora me ne tocca pagare 2 (forse è per questo che si chiama Tele2!!!)).

Al di là di questi, dicevo, ce ne sono altri a cui non poso dire di no perché è la legge, e neanche vengono a chiedermi di persona i soldi. Insomma vogliono i soldi per nulla o quasi e manco si scomodano!

Certamente escludendo quelle spese che un picoclo negozio deve sostenere, come l’affitto (e lì non si sfugge nonostante siano salatissimi), la corrente elettrica, il telefono (che uno ne farebbe volentieri a meno ma il bancomat e le carte di credito sono ormai diventati dei servizi “necessari” per il cliente. Salvo poi chiedermi perché devo pagare al 99% della bolletta l’importo del canone, visto che le telefonate sono soltanto quelle effettuate dall’apparecchio POS). Poi naturalmente anche il POS vuole la sua parte (come dice il famoso proverbio!) e quindi si pagano anche le tasse su quanto si è incassato con le carte.

Poi inizia la trafila di quelliche uno si chiede se sia mai possibile dover pagare e in modo così spopositato. Poi guardo la cartina e mi ricordo di essere in Italia e allora do’ un senso a tutto.

Ecco la mazzata dell’INPS, che però servirà per il futuro (Ok, ok, smettete di ridere, non sono io che dico queste cose, io le riporto soltanto!). Naturalmente è una tassa equa, anzi che dico equalissima, così se io guadagno meno di 13mila euro, dovrò pagare come quello che paga uno che ne guadagna 13mila. Quindi fosse anche pari a zero, non si sfugge. Naturalmente c’è anche un limite massimo, quindi se guadagno fino a 67mila o più, la diverenza sara solo del +1% (su un’imposta del 20%)) … e son cose belle da sapere!

Poi c’è l’assicurazione. Che non vogliamo farla? (anzi credo che sia obbligatoria anche quella) Sulla merce, il furto, incendio, cavallette, ecc. Pure se il cliente inciampa e si fa un bernoccolo (poi se i bernoccoli sono due e in testa e la moglie è bella, vagli a dire che ce li aveva già!).

Si continua col registratore di cassa. Infatti non basta comprarlo una volta e via. Eh no ogni anno va controllato per vedere che non sia manomesso e che funzioni tutto bene, ma mica si fa gratis, eh no! Ma dove siamo a gratislandia? E via giù con gli euro (che invece d’infilarli nel registratore, mi tocca levarli).

Poi c’è l’acqua, salata! No, non è che la prendo dal mare ma sta di fatto che per un’attività commerciale è più cara (come per il resto delle bollette) perché si sà, io al negozio mici faccio la doccia, il bagno e di tanto in tanto l’allago giusto per vedere se posso navigarci con un gommone da 5 metri! Ma in realtà la uso si e no, per dare una pulitina ai pavimenti (con straccio superstrizzato) e per innaffiare due piante in vaso.

Stessa cosa per l’immondizia, anchessa salata, ma almeno lì non rischio di assaggiarla con la lingua. Butterò una busta al mese, per lo più di carta e cartone (quindi metà è aria). Ma qui non si guarda infaccia a nessuno, va pagata cara perché è un negozio!

Poi c’è l’IVA, non vorremo mica dimenticarcene. E poi sono sicuro.. la V là in mezzo sta per “Vaffanculo”. 

Poi il commercialista, e putroppo non ci sono associazioni tipo quelle dei medici e non troverò di certo “Commercialisti senza frontiere”. No va pagato pure quello e manco lì si sfugge.

Ed infine pochi giorni fa mi arriva una bella letterina della Camera di Commercio per dirmi che anche loro vogliono i loro bei soldini. Ah ecco, in effetti mi rendono un gran servigio (!!!) e io sono onorato di pagarli ogni anno.

 

Ma alla fine mi chiedo… io che lavoro 7 giorni su 7, sabati inclusi, mentre questi che mi chiedono i soldi il sabato se la spassano, … ‘cazzo mi rimane?

 

 

Và, ora fatemi andare che devo gonfiare il gommone di 5 metri! Anf anf!

Una Risposta to “Paese di accattoni autorizzati. (Discorso semiserio sui succhia soldi)”

  1. gabriele Says:

    si. Ma.. il gommone, di chi è?🙂 cordialità

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