P2P, il grande livellatore

emule

Non voglio fare un post a favore della pirateria, ma solo una considerazione sul dilagare del P2P, ovvero lo scambio di file su internet.

Sempre più spesso infatti mi capita di pensare ai compensi spropositati di cantanti (o pseudo tali) e di attori (idem!).

Uno ci potrebbe pure stare, se non fosse che per lo più sono dei pessimi cantanti o attori e non creano nessun tipo di arte in quanto spesso i loro prodotti sono più delle operazioni di marketing atte ad accalappiare i teenager, anche se ormai hanno superato i confini della giovane età.

Ci siamo così subiti nascite, e morti e resurrezioni di boyband, di cui nessuno effettivamente sentiva la necessità, se non le case discografiche.

Siamo bombardati da canzonette e filmetti all’acqua di rose, che non lasciano nessun segno e non fanno certo venire la pelle d’oca per la loro bellezza.

Eppure questi protagonisti indiscussi del niente guadagnano miliardi con le “loro” “opere” (entrambi tra virgolette!).

Sono bizzari, ricchi, eccentrici, spocchiosi, incazzosi, sopra la legge.

I soldi non li hanno per nulla cambiati!!!

Dall’altro lato troviamo la gente comune (poveri mortali) e il Peer To Peer.

Molti “artisti” si avventano contro la pirateria anche in prima persona, altri invece lasciano il compito di spolpare, arrestare e condannare gli utenti alle major.

Sono anni che c’è un’incessante lotta alla pirateria ed una spesa considerevole per cercare di fermarla o quantomeno marginarla. Soldi che sarebbero stati spesi meglio investendo in prodotti di qualità.

Sforzi inutili finora (e forse per sempre) che portano questi protagonisti a condannare mamme, figli e nonni per aver scaricato anche una sola canzone.

Le major e gli autori delle opere sono invece sempre lì a raccomandarsi e soprattutto a minacciare di non scaricare opere da internet, altrimenti la loro straflorente industria potrebbe essere messa in crisi (!!!). Ma del resto si sa che è sempre meglio prendersela con i più deboli/utente-finale, piuttosto che rivedere le proprie strategie ed investimenti.

Qui però interviene fortunatamente la rete che li bastona quotidianamente e così i loro compensi si assottigliano (forse!).

 

Ripeto, questo post non è a favore della pirateria, bensì contro quell’atteggiamento arrogante di chi detiene i diritti sulle creazioni, che offre sempre meno qualità pretendendo sempre di più e certamente non diminuendo i compensi a chi fa da specchietto per le allodole (o per gli allocchi).

Forse il P2P non farà molto, ma magari gli farà avere una villa in meno!

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